Empowerment si riferisce al “processo attraverso il quale si accresce la forza spirituale, politica, sociale o economica degli individui e delle comunità per promuovere cambiamenti positivi nelle situazioni in cui vivono.”
È anche la capacità che le persone hanno di realizzare una trasformazione grazie alla quale smettono di “essere oggetto degli altri” e riescono a diventare protagoniste della propria storia.
La mia idea di empowerment è per tutti, sia nella sfera personale sia in quella professionale. È la libertà di poter scegliere come vogliamo sentirci e quale sarà il nostro atteggiamento.
Voglio che raggiungiamo la versione migliore di noi stessi, non con belle parole e grandi dosi di volontà e sacrificio, ma buttando fuori da noi la zavorra che ci appesantisce, la paura, ciò che ci impedisce di essere ciò che siamo chiamati a essere. La distanza tra il nostro obiettivo e la situazione attuale è un blocco.
La capacità di svolgere un’attività, di adottare un comportamento, di esercitare in modo eccellente una competenza professionale, di avere una buona relazione di coppia, non sta tanto in ciò che a quella persona manca, deve ottenere, può migliorare, deve raggiungere, quanto in ciò che inconsciamente ha di troppo.
Non si tratta di fare, di aggiungere, ma di togliere ciò che ci ostacola, ciò che ci impedisce di essere tutto ciò che in realtà e senza alcun dubbio già siamo: la nostra versione migliore, che è lì dentro e spinge per esprimersi
Come? Eliminando il divario, la paura, il blocco che impedisce di farlo. È facile, semplice, economico e ne vale la pena.
Molte persone pensano che avere dei sogni e realizzarli sia per altri, che superare se stessi sia per pochi privilegiati, per chi ha un talento speciale.
Ciò che quelle persone hanno in comune è che si credono capaci di fare ciò che fanno.
Ho incontrato persone che non riuscivano a prendere un aereo, a parlare in pubblico, a definire la propria volontà, a fare da capo, a organizzare la propria vita, a dire di no, ad avere buone relazioni, e in tutti i casi non si trattava del fatto che non fossero nate con la possibilità e l’abilità di essere al 100% in quel comportamento o in quell’abilità, ma di una paura, di una convinzione, di un programma registrato nel loro inconscio che le stava frenando.
Può essere qualcosa che ci hanno ripetuto centinaia di volte da piccoli e a cui abbiamo finito per credere, un piccolo dramma senza importanza avvenuto nell’infanzia ma che, registrato nell’inconscio, agisce nella nostra vita presente impedendoci di andare avanti.
Toglierlo è semplice e l’effetto è immediato, sembra una magia: c’era, ora non c’è più, e da quel momento possiamo scegliere che cosa vogliamo credere di noi stessi, chi siamo, e scegliere di essere il 100% di noi stessi, e questo è davvero empowerment.