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Emozioni · 13 dicembre 2022

Che cosa causa la tristezza?

Di Arantxa Pisón, psicologa sanitaria, n. iscrizione G-2337 · Aggiornato il 20 giugno 2024

Perché compare la tristezza?

La tristezza è un’emozione che tutte le persone condividono e, in generale, in tutti è provocata dagli stessi motivi. Si manifesta con sintomi diversi, ma la cosa più comune è che tu senta malessere e stanchezza, che ti senta giù di energia, che provi una sensazione di vuoto, e può persino influire su come vedi te stesso.

Nessuno vuole attraversare periodi di tristezza, ma se ci pensi bene, la tristezza ha una funzione adattiva e di sopravvivenza perché, paradossalmente, ti aiuta a uscire da una brutta situazione. Esistono molti tipi di tristezza e può arrivare per motivi diversi, di solito esterni a te. Può essere dovuta alla perdita di qualcosa o di qualcuno di importante per te, a un periodo difficile, per esempio sul lavoro, o alla separazione temporanea dalle persone care. Questo significa che non è qualcosa che hai dalla nascita, ma qualcosa che hai incontrato lungo il cammino. Quindi, se lavori su te stesso, puoi trovare gli strumenti che ti aiutino ad affrontarla.

È un’emozione che ti fa attraversare una fase poco piacevole, ma c’è e va vissuta. Il problema arriva quando le permetti di accomodarsi e di farti compagnia. È lì che devi accendere la spia rossa e, se non riesci a farlo da solo, chiedere aiuto a un professionista, perché se resta con te a lungo può avere conseguenze dannose per te.

Le conseguenze della tristezza

Quando si parla delle conseguenze della tristezza, non si parla di un’azione-reazione: non è che sei triste e questo porta direttamente una conseguenza, ma a poco a poco introduci nella tua vita certe abitudini, in genere negative, e certi comportamenti che col tempo portano altri tipi di problemi. Per esempio, puoi avere poco appetito. Ti si chiude lo stomaco ed è difficile riuscire a mangiare.

La tristezza porta anche all’isolamento perché, senza riuscire a spiegartelo, all’improvviso ti senti fuori posto in tutti gli ambienti che frequenti. Senti di non avere niente a che vedere con gli altri, di andare a ritmi diversi e per strade diverse. Così decidi di allontanarti da tutto questo.

Oltre a isolarti, tutto ti costa fatica, provi una certa pigrizia e ti muovi sempre meno. Inizi a fare una vita sedentaria, con pensieri negativi in cui prevalgono le paure e le insicurezze, e così cominci ad avere un atteggiamento pessimista nei confronti della vita.

Con tutti questi sintomi può sembrare che tu presenti un quadro depressivo, ma non è sempre così. Depressione e tristezza sono collegate, ma la tristezza è la conseguenza di qualcosa di esterno che è entrato nella tua vita e ti ha provocato quell’emozione. Detto questo, se la tristezza diventa patologica, può sfociare in depressione. Come capire se è patologica? Se sono passate diverse settimane e sei ancora triste. Ci sono situazioni in cui è normale esserlo, ma se rimani così a lungo, la cosa più consigliabile è rivolgerti a un professionista che ti aiuti ad attraversare il tuo lutto.

Arantxa Pisón

Arantxa Pisón

Psicologa sanitaria, n. iscrizione G-2337. Lavoro a Vigo e online.

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